Dieta mediterranea: un concentrato di sapori per ridurre la mortalità

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Quando decidi di definire un piano nutrizionale a regola d’arte, le componenti da prendere in considerazioni sono davvero tante. Dalla frequenza dei pasti al dosaggio delle portate, passando per la qualità degli ingredienti scelti, il compito in questione richiede una certa accuratezza; anche perché non puoi agire tralasciando quello che deve essere il tuo obiettivo principale, ossia il raggiungimento di un livello di benessere capace rasserenarti, in tutto e per tutto. Se poi vuoi optare per una strada consolidata che – da sempre – dona risultati ineccepibili, allora vira tranquillamente su quella legata alla dieta mediterranea. Un percorso gustoso e rigenerante con diversi benefit di cui godere.

Lo studio italiano sulla dieta mediterranea che conferma la riduzione della mortalità

La ricerca made in Italy pubblicata sul British Journal Nutrition pone l’attenzione su degli aspetti della dieta mediterranea davvero interessanti. Su un campione di 25mila abitanti del Molise, è stato rilevato che il predetto regime alimentare riduce la mortalità di un quarto. Un dato straordinario, riscontrabile persino nella popolazione over 65; e che, quindi, tiene a debita distanza anche quelle cause di decesso improvviso che ben conosci, come infarti e ictus. Insomma, nutrirsi seguendo determinati parametri ti consente di migliorare sensibilmente il livello della tua esistenza evitando l’impiego di farmaci e di rimedi palliativi di vario genere.

I tipi di cibo a cui non puoi rinunciare

La documentazione autorevole esaminata poco fa, grazie al lavoro dell’Istituto Neuromed di Pozzilli, sottolinea la centralità dei cibi che caratterizzano la dieta mediterranea. Per questo, non puoi minimamente rinunciare ad elementi come frutta, pesce, verdura, legumi, cereali e olio d’oliva. D’altro canto, gli acidi grassi monoinsaturi (di cui è ricco proprio l’olio d’oliva) garantiscono una salubrità ineccepibile che altri alimenti faticano a sostenere. Un mantra indispensabile e dallo spiccato grado di coinvolgimento, sebbene alcuni dati dicano il contrario. Restando, infatti, in Italia, il quadro appare abbastanza disomogeneo, con delle disparità tra Nord e Sud influenzate anche dal livello di istruzione personale. Un indicatore statistico notevole, certo, ma che non deve sviarti dalla tutela della tua salute.

Fonte: corriere.it

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